1999 - Abolizione del debito dei paesi poveri

Perchè parlarne di più?

L’esposizione che Vi offriamo non ha certo la pretesa di esaurire la conoscenza dell’argomento scelto né, tanto meno, di proporre soluzioni possibili al problema del “Debito Estero dei Paesi più Poveri”.
Il nostro intento primario è fornire un breve percorso d’introduzione al tema e di sensibilizzazione sul senso delle relazioni fra Nord e Sud del Mondo, sul significato dello sviluppo e sullo spirito di solidarietà attuata in un’ottica di integrazione nel rispetto di ogni differenza.
All’alba del terzo millennio, mentre due terzi dell’umanità sono impoveriti dalla globalizzazione economica, si diffonde l’appello giubilare per l’inizio di una nuova era. Il mondo è cambiato tante volte ed e giunto il momento di cambiarlo ancora e per farlo è necessario risolvere in modo giusto la crisi del debito.
Abbiamo colto l’invito offerto dalla Campagna Internazionale “SDEBITARSI” di “JUBILEE 2000”, perché ci siamo convinti che rimettere il debito ai Paesi più poveri sia, ora più che mai, un dovere per un mondo la cui civiltà sia al servizio di ogni uomo.
Non è più lecito chiedere la restituzione del debito al prezzo del fallimento dell’economia di un Paese. Nessuno può pretendere da un popolo privazioni che ledano la dignità della Persona!
Speriamo, dunque, che un’informazione in più produca delle ingiustizie in meno, affinché il 2000 rappresenti davvero un nuovo inizio libero dal debito.

E la Chiesa cattolica?

La proposta è data dalla “Campagna ecclesiale per la riduzione del debito”, un’iniziativa che verte su quattro principali obiettivi.

1. La valorizzazione della corresponsabilità di persone e popoli nella ricerca di condizioni più eque per lo sviluppo del Pianeta.
2. L’impegno in una vasta azione di sensibilizzazione popolare ed informazione sulla complessità del problema e sulle responsabilità ad esso connesse.
3. Un’azione diretta della Chiesa per la riduzione del debito ai Paesi più poveri.
4. Un sostengo all’azione degli amministratori del nostro Paese perché promuovano in sede internazionale la rimozione degli ostacoli che impediscono la riduzione del debito.

Agli Amministratori viene allora chiesto:

- Di provvedere alla cancellazione del debito.
- Di sostenere l’investimento nello sviluppo umano.
- Di migliorare l’iniziativa HICP.
- Di assicurare la trasparenza nella gestione dell’iniziativa dell’alleggerimento del debito.
- Di cambiare la struttura delle relazioni finanziarie internazionali per il futuro.

La Chiesa cattolica nelle sue varie componenti dispone dell’autorità morale per chiedere in maniera audace una maggior equità nello sviluppo mondiale, con rispetto, ma con fermezza.

Resta aperta la domanda:

Ma il Nord del mondo (e anche la Chiesa in esso) deve promuovere la riduzione del debito oppure deve più semplicemente riconsegnare il “maltolto” (in forma di schiavitù personale, politica ed economica…) ai Paesi poveri asserviti alle esigenze dello sviluppo occidentale?

Gli Amici del Mondo

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