2000 - Condannati. Viaggio nella realtà carceraria

"Voci da dentro": l'esperienza di Frà Beppe

Come pensare che una semplice lettera possa segnare l'inizio di una lunga avventura umana nella difficile e sconosciuta realtà carceraria?
Eppure per Frate Beppe è stato proprio così ... era il 1963. Mentre assaporava l'ebbrezza delle scelte dei vent'anni, venne a contatto con l'esperienza di un coetaneo il cui destino era già stato tracciato ... da grande avrebbe fatto l'ergastolano...

Dopo trentasette anni i traguardi raggiunti sono molti ed importanti:
L'ASSOCIAZIONE LAICA DI VOLONTARIATO in CARCERE (fondata nel 1968) si avvale di diversi progetti:
corrispondenza, per "dare voce a chi non ha voce";
intercultura, per favorire il dialogo, il confronto e il rispetto tra culture diverse; catechesi;
tempo libero, tra cui pittura, sport, cineforum e biblioteca;
insegnamento lingua italiana e straniera;
accompagnamento dei detenuti in affidamento, semilibertà e permesso.

COMUNITA' DI ACCOGLIENZA PER TOSSICODIPENDENTI (fondata nel 1981).

GRUPPI FAMIGLIA "RIPRESA RESPONSABILE" il cui compito è la formazione dei genitori al fine di aiutarli a ricostruire una vita con i loro figli ex-detenuti.

Solitudine, voglia di vivere, desiderio di riparazione e di un futuro in libertà sono gli aspetti che Frate Beppe ha incontrato lungo questi trentasette anni di cammino "dentro".

Conosciamo meglio Frate Beppe citando alcune frasi tratte da una nostra recente intervista:

“Il carcere non è a misura d’uomo ma a distruzione dell’uomo”

“Il male non va giustificato, ma va compreso”

“Non sappiamo cosa produce il carcere, specie dove non opera nessuno”

“L'aspetto che più mi tormenta nel nostro sistema giudiziario è che ci sono delle persone in carcere per riparare che non hanno mai scambiato una parola con nessuno che lo possa aiutare… E’ come essere all’ospedale e nessuno viene a visitarti”

“La Chiesa è assente… La prima parrocchia per ogni vescovo dovrebbe essere il carcere…”

“La nostra presenza dà sicurezza, anche nell’aiutare a soffrire”

“Siamo figure scomode: nessuno andrà alla ricerca di noi, ma noi andremo alla ricerca di loro”

“Sono contrario all’ergastolo perché significa: “Fine pena mai!” …un uomo, pur libero, non avrà mai più diritti civili”

“Il carcere è un corpo vivo e noi dobbiamo farlo vivere… il carcere è di tutti… hanno bisogno di noi!”


(Tratto dall'intervista a Frate Beppe Príoli S.Pancrazio (VI) 1° ottobre 2000)

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