2000 - Condannati. Viaggio nella realtà carceraria

La realtà dell'accoglienza

GIGI, GRAZIELLA, TRE FIGLI E GIUSEPPE

“Nel 1993 abbiamo deciso di vendere tutto per acquistare una casa più grande e vivere in comunità”.

“I nostri punti di partenza sono stati: accoglienza degli ultimi, presenza sul territorio, ricerca spirituale”.

“Abbiamo accolto Fernando insieme ad altri ospiti nella nostra casa, per permettergli di scontare due anni di arresti domiciliari”.

“Non c'è uno stato né c’è un leader nella nostra casa, ma ci sentiamo legati attraverso il Vangelo, che diventa il centro”.

“L’accoglienza è una piccola fiammella all'interno del Cristianesimo”.

“ Il significato di accoglienza si è ritarato in cinque anni, perché all'inizio era molto idealizzato”.

“Sentiamo la nostra un'esperienza facilmente esportabile, perché si tratta di una struttura elastica, adattabile a varie situazioni”.

“Le principali difficoltà che abbiamo dovuto affrontare riguardano la convivenza ed i pregiudizi dovuti all'ignoranza delle persone circostanti”.

“... l'accoglienza non è sopportazione...”.


(Tratto dalla testimonianza di una comunità-famiglia di Cordovado - PN)

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