2001 - Libars di scugnì la. L'immigrazione vista da vicino

1^ FASE TEMPORALE DEL PROCESSO MIGRATORIO
Preparativi - partenza - viaggio

DETERMINANTI

Condizioni di vita nel paese di emigrazione
Distanza culturale tra paese d’origine e paese di arrivo
Bagaglio culturale, inteso come conoscenze linguistiche, culturali e professionali

“...In Polonia ho fatto il liceo linguistico: Avevo già studiato l’italiano in Polonia e frequentavo anche un corso…”

“…Avevamo fatto due anni di corso di italiano, abbiamo studiato per parlare un po’, per leggere e per scrivere e per non arrivare qua senza saper fare niente.”

Socializzazione anticipatoria al paese straniero quale fattore di attrazione e richiamo:attraverso varie fonti si viene influenzati nella costruzione di un immaginario del paese di destinazione.

“…No, non conoscevo l’Italia, sapevo solo che era un campo di fiori…”

“…Mio cognato mi ha fregato un po’, perché lui ha detto: - guarda venite qua in Italia che è come l’America. Io vi trovo lavoro, vi do la casa, vi do tutto - Così noi subito abbiamo venduto la casa in Romania. Solo che rispetto alle promesse…Ho lavorato con lui. Poi a tradimento mi ha buttato fuori casa da casa sua, dicendo che voleva stare da solo con sua moglie.”

Esistenza o meno di un preciso processo migratorio: l’immigrato che parte con un progetto chiaro, sa cosa cerca e cosa vuole quindi risulterà facilitato nell’integrazione con la nuova società (in riferimento al progetto è bene distinguere due diverse tipologie di immigrazione:
- quella rivolta al ritorno, che non mira all’immigrazione definitiva;
- quella senza possibilità di ritorno, che si trova senza alternative all’integrazione).

Esistenza o meno di dirottamenti: l’Italia per molti è stato un paese di ripiego, perché il raggiungimento di altri paesi è stato ostacolato.

“…Io ho provato prima di tutto ad andare negli Stati Uniti. Non ci sono riuscito perché bisognava avere il visto, bisognava fare molte cose… Quando uno decide di partire ha delle priorità: vado in Francia, negli Stati Uniti, vado…Il problema è che per riuscire ad andare dove si vuole è un lusso. Poi alla fine uno va dove riesce ad andare, dove capita.”

Viaggio: può diventare una prova di sopravvivenza, una vera odissea di fuga.


2^ FASE TEMPORALE DEL PROCESSO MIGRATORIO
Arrivo e prima accoglienza

DETERMINANTI

Status giuridico di arrivo: è fondamentale, per ridurre i problemi di integrazione, entrare in un paese in modo regolare.
Presenza di connazionali: esiste una forte concorrenza tra immigrati; in un certo senso essi “lottano” tra loro per la conquista di spazi e opportunità di inserimento.
Condizioni di vita nella località di arrivo: la sicurezza, tranquillità, ricchezza, socialità, sono fattori indubbiamente di attrazione. Il Friuli, nell’immaginario degli immigrati intervistati è un ambiente tranquillo e sicuro.
Gestione dell’accoglienza: indubbiamente la prima la prima impressione è sempre più forte delle altre e dura a sparire o ad annullarsi. La gestione, quindi, di ciò che viene chiamata prima accoglienza sembra marcare fortemente, nel bene e nel male, qualsiasi percorso d’integrazione.

“…Quando siamo venuti a Udine siamo stati ospitati da un’amica di mia figlia a casa sua, senza pagare niente”.

“…C’è una casa abbandonata dove dormivamo più di cento albanesi senza acqua, una roba da farti spaventare”.


3^ FASE TEMPORALE DEL PROCESSO MIGRATORIO
Permanenza (percorsi di inserimento)

DETERMINANTI

Strategie di inserimento e di permanenza attuate dall’immigrato e dai suoi familiari: a lungo andare sembrano un fattore ostacolante l’integrazione le comunità chiuse, tipo quella cinese definibile come una vera comunità autarchica

“…Qui in questa zona non ci sono molti corsi. Quando eravamo a Verona ce n’erano, ma come orario era impossibile. Già è faticoso il lavoro. Per noi cinesi è molto difficile imparare l’italiano anche per il tipo e gli orari che facciamo”.

Disponibilità verso il contesto: capacità di adattamento e di apertura, dimostrazione di un atteggiamento pro-attivo dell’immigrato

“…Era una vita difficile. Aver studiato tanto e dopo trovarsi sulla strada a vendere come ambulante…la situazione era difficile. Nella vita bisogna avere pazienza. Io ho avuto un po’ di pazienza”.

“…Adesso imparerò anche il friulano”.

Disponibilità del contesto verso l’immigrato (politica, cultura, legislazione): la mentalità chiusa, xenofoba sono sicuramente fattori d’impedimento ad un sereno inserimento.

“…Sul lavoro mi trattava male, mi gridava. All’inizio ho lavorato un mese e 4 giorni, il periodo di prova, mi ha pagato questo periodo in nero. Ho lavorato 208 ore, mi ha dato un milione e mezzo. Aveva preso me come uno schiavo”.

“…E’ una questione di rispetto da parte delle maestre. Io ho spiegato, ho chiesto gentilmente che se per esempio il mercoledì i bimbi mangiano prosciutto io le porto il pesce o il formaggino”.

“…Abbiamo fatto un po’ di fatica anche perché ho pensato che qui non c’era abitudine di gente di colore”.

“…Nel nostro percorso di integrazione abbiamo notato anche la diffidenza della gente, o il fatto che saluto tutti e a volte neanche ti rispondono oppure hanno musi lunghi… noi abbiamo tanti problemi eppure quando troviamo qualcuno che ci chiede cole stiamo diciamo sempre bene, perché la nostra filosofia indiana ci insegna ad essere sempre sereni”.

“…Ti rendono la vita difficile perché si è etichettati”.


4^ FASE TEMPORALE DEL PROCESSO MIGRATORIO
Oggi

DETERMINANTI

Capacità di lettura della realtà in cui si è inseriti, anche con occhi critici: questo rappresenta indubbiamente un fattore di crescita di consapevolezza per l’immigrato indispensabile a riconsiderarsi e ridefinirsi come soggetto.
Comparazione della propria situazione con quella degli altri contesti di immigrazione e generalmente dove gli stranieri si trovano meglio (Inghilterra, Germania, Francia).
Giudizio sul passato e sul futuro, proprio del paese ospitante.
Legami creatisi nel tempo con la società locale: tra tutti forse l’inserimento dei figli a scuola è quello che più spinge verso percorsi d’integrazione.


5^ FASE TEMPORALE DEL PROCESSO MIGRATORIO
Futuro

DETERMINANTI

Prospettive ed intenzionalità: a tale proposito è però necessario distinguere una prima generazione di immigrati (i genitori), che ha di solito un progetto migratorio da valutare e pensa più sovente ad un ritorno in patria, ed una seconda generazione (i figli), che ha , invece, il più delle volte, subito il progetto ed è intenzionata a stabilizzarsi sul nuovo territorio.
Presenza di politiche ed interventi strutturali della società locale.


CONCLUSIONI

L’immigrazione è ormai un fatto strutturale che impone la necessità di pensare strategie e percorsi d’integrazione. In questo lavoro ci si è focalizzati su percorsi familiari prevalentemente a livello locale che non esauriscono certo tutte le modalità per pensare l’integrazione: rimangono i percorsi individuali e quelli ancora poco studiati, collettivi, delle strutture associative.
Ad ogni momento del percorso migratorio è possibile individuare i rischi più probabili e i veicoli più adeguati di integrazione. E’ necessario avere la consapevolezza che i rischi di mancata integrazione (irregolarità, esclusione, assistenzialismo, assimilazione dello straniero con la perdita della diversità culturale) creano costi aggiuntivi, identificano in un ideale bilancio economico della società i costi da evitare da tagliare.
I veicoli rappresenterebbero gli interventi preventivi e, pur necessitando di risorse finanziarie per essere attuati, dovrebbero rivelarsi più efficienti ed efficaci. I veicoli più adeguati per una possibile integrazione potrebbero essere:
Guardare fuori confrontandosi con il passato e con le realtà locali, nazionali e internazionali per creare una politica unitaria;
Considerare la cultura d’origine come rispetto per la loro identità e modo per riconoscere e valorizzare le differenze;
Valorizzare il protagonismo degli immigrati attraverso le associazioni che rappresentano i loro interessi;
Soddisfare il bisogno di riforme legislative a livello locale, nazionale e internazionale;
Attuare interventi diffusi e di livello familiare sul territorio.

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