2001 - Libars di scugnì la. L'immigrazione vista da vicino

Incontro tra culture

L’esodo di grandi masse da una regione all’altra del pianeta, che costituisce sovente una drammatica odissea umana per quanti vi sono coinvolti, ha come conseguenza la mescolanza di tradizioni e di usi differenti, con ripercussioni notevoli nei Paesi di origine ed in quelli di arrivo: L’accoglienza riservata ai migranti da parte dei Paesi che li ricevono e la loro capacità di integrarsi nel nuovo ambiente umano rappresentano metri di valutazione della qualità del dialogo tra le differenti culture. Tale dialogo poggia sulla consapevolezza che vi sono valori comuni ad ogni cultura perché radicati nella natura della persona. In tali valori l’umanità esprime i suoi tratti più veri e qualificanti. “Lasciandosi alle spalle riserve ideologiche ed egoismi di parte, occorre coltivare negli animi la consapevolezza di questi valori, per alimentare quell’ humus culturale di natura universale che rende possibile lo sviluppo fecondo di un dialogo costruttivo.”
Il dialogo porta a riconoscere la ricchezza della diversità e dispone gli animi alla reciproca accettazione, nella prospettiva di un’autentica collaborazione, rispondente all’originaria vocazione all’unità dell’intera famiglia umana. Per questo è importante garantire ad un determinato territorio un certo equilibrio culturale, in rapporto alla cultura che lo ha prevalentemente segnato; un equilibrio che, pur nell’apertura alle minoranze e nel rispetto dei loro diritti fondamentali, consenta la permanenza e lo sviluppo del proprio patrimonio fondamentale di lingua, tradizione e valori che si legano generalmente all’esperienza della nazione e al senso della “patria”. Le culture diverse, allora, sono invitate a confrontarsi ed integrarsi fin dove giunga il rispetto che la minoranza deve alla maggioranza e che la maggioranza deve alla minoranza.
“E’ finita l’epoca dei discorsi a distanza. Gli immigrati sono qui con noi e hanno esigenze materiali e spirituali cui c’è da dare risposta.”

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