Quale lavoro... e come
Lavoro subordinato
L’impiego può essere:
- a tempo determinato;
- a tempo indeterminato;
- stagionale.
L’autorizzazione al lavoro si ottiene fornendo i seguenti requisiti alla Direzione Provinciale del lavoro:
informazioni sull’impresa datrice;
il contratto di lavoro e le modalità d’assunzione;
la copertura assicurativa e previdenziale;
il trattamento retributivo;
l’alloggio allo straniero.
Lavoro autonomo
I settori riservati sono:
- artigianato;
- commercio;
- libere professioni.
La legge stabilisce che lo straniero risponda ai seguenti requisiti:
nulla osta rilasciato dalla Camera di Commercio;
garanzia di possesso di un alloggio;
versamento della somma stabilita a copertura di eventuali spese mediche, legali e di rientro;
mantenimento;
capacità d’esercizio del mestiere/professione;
contratto d’appalto.
Settori produttivi d’impiego
1) PRIMARIO: la manodopera immigrata svolge ruoli non qualificati ovvero mungitura, raccolta, pulizia delle stalle.
“…Sicuramente
l’agricoltura ha grossissime difficoltà a trovare manodopera locale, in
particolare quella di livello medio – basso. L’operaio generico addetto
alla raccolta dell’uva, che opera nelle stalle, nella floricoltura e
orticoltura ecc, si fa più fatica a trovarlo, quindi lì trova spazio
l’occupazione degli extracomunitari…”
( O. Della Picca –Fed. Prov. Col.Diretti)
2) SECONDARIO: le industrie meccaniche, siderurgiche, chimiche, del
legno e dell’edilizia sprovviste di manodopera impiegano gli stranieri
nei posti di carteggiatori, verniciatori, saldatori, facchini,
manovali, ecc.
“…è
stato il distretto industriale del manzanese a rispondere con prontezza
alla presenza dei nuovi lavoratori, dei quali ha forte bisogno perché
non riesce più a trovare fra i friulani la forza lavoro
necessaria…attualmente abbiamo 403 dipendenti, extracomunitari ne
abbiamo 29, dal ’91 ad oggi si sono avvicendati 44 immigrati…quindi
abbiamo avuto in questi anni abbastanza giro…”
(Maria Pertossi – ILCAM S.p.A.
3) TERZIARIO: richiesta sempre più manodopera che svolga servizi di
pulizia, assistenza a persone in stato di difficoltà, collaboratrici
domestiche, camerieri, cuochi, ecc.
“…è
così il lavoro domestico, che nelle donne filippine o capoverdiane ha
trovato una risorsa non altrimenti reperibile: i costi di una
collaboratrice domestica a tempo pieno sono sopportabili da una stretta
minoranza di famiglie italiane, mentre quelli di una donna immigrata
rientrano assai più facilmente nel loro bilancio…”
(E.Franzina)
“…gli anziani oggi trovano risposta alle loro necessità di compagnia,
assistenza, cura, nella presenza costante di persone estere, molte oggi
le clandestine, che si occupino di loro a tempo pieno, condizione non
garantita dal personale nazionale…”
(P.Brustolin – ACLI)
“…la scelta dell’immigrato è una scelta obbligata, anche se credo che
ci sia ancora un po’ di resistenza da parte dell’azienda, per cui,
forse, non si è ancora digerito il fatto che probabilmente una parte
del futuro è fatta proprio da quello…”
(B.Pivetta – U.A.P.I./Confartigianato)
“L’immigrazione si sta rivelando congeniale ai nuovi aspetti produttivi
ed organizzativi della nostra società. Lungi dall’essere un elemento di
disturbo o di frizione, non soltanto si insinua negli interstizi
sociali, ma diventa, mai formalmente dichiarata, parte integrante e
fondamentale dei nuovi equilibri economici che si vanno costituendo…”
(E.Franzina)
“…penso che il fenomeno migratorio sia qualcosa di irreversibile, con
un connotato positivo, perché ognuno di noi desidera mantenere alto uno
standard di vita personale, però oggi come oggi, il nostro personale
italiano si rifiuta di svolgere determinati servizi, di fare l’uomo
della nettezza urbana o di lavorare in aziende di pulizia o di fare
servizi di cui ce ne sarà sempre più bisogno. Io sto parlando anche di
servizi qualificati che oramai gli italiani non vogliono fare più
perché disagevoli, perché occupano turni, anche turni notturni e dei
rischi latenti. La nostra società ad esempio non ne può fare a meno: le
mie imprese senza 130 persone extracomunitarie non funzionerebbero così
come funzionano. L’immigrazione è un fenomeno UTILE perché la nostra
vita sia qualificata in un certo modo…”
(Loris Romanello – Gruppo Cividale)
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