2001 - Libars di scugnì la. L'immigrazione vista da vicino

Quale lavoro... e come

Lavoro subordinato

L’impiego può essere:
- a tempo determinato;
- a tempo indeterminato;
- stagionale.

L’autorizzazione al lavoro si ottiene fornendo i seguenti requisiti alla Direzione Provinciale del lavoro:
informazioni sull’impresa datrice;
il contratto di lavoro e le modalità d’assunzione;
la copertura assicurativa e previdenziale;
il trattamento retributivo;
l’alloggio allo straniero.


Lavoro autonomo

I settori riservati sono:
- artigianato;
- commercio;
- libere professioni.

La legge stabilisce che lo straniero risponda ai seguenti requisiti:
nulla osta rilasciato dalla Camera di Commercio;
garanzia di possesso di un alloggio;
versamento della somma stabilita a copertura di eventuali spese mediche, legali e di rientro;
mantenimento;
capacità d’esercizio del mestiere/professione;
contratto d’appalto.


Settori produttivi d’impiego

1) PRIMARIO: la manodopera immigrata svolge ruoli non qualificati ovvero mungitura, raccolta, pulizia delle stalle.

“…Sicuramente l’agricoltura ha grossissime difficoltà a trovare manodopera locale, in particolare quella di livello medio – basso. L’operaio generico addetto alla raccolta dell’uva, che opera nelle stalle, nella floricoltura e orticoltura ecc, si fa più fatica a trovarlo, quindi lì trova spazio l’occupazione degli extracomunitari…”

( O. Della Picca –Fed. Prov. Col.Diretti)


2) SECONDARIO: le industrie meccaniche, siderurgiche, chimiche, del legno e dell’edilizia sprovviste di manodopera impiegano gli stranieri nei posti di carteggiatori, verniciatori, saldatori, facchini, manovali, ecc.

“…è stato il distretto industriale del manzanese a rispondere con prontezza alla presenza dei nuovi lavoratori, dei quali ha forte bisogno perché non riesce più a trovare fra i friulani la forza lavoro necessaria…attualmente abbiamo 403 dipendenti, extracomunitari ne abbiamo 29, dal ’91 ad oggi si sono avvicendati 44 immigrati…quindi abbiamo avuto in questi anni abbastanza giro…”

(Maria Pertossi – ILCAM S.p.A.


3) TERZIARIO: richiesta sempre più manodopera che svolga servizi di pulizia, assistenza a persone in stato di difficoltà, collaboratrici domestiche, camerieri, cuochi, ecc.

“…è così il lavoro domestico, che nelle donne filippine o capoverdiane ha trovato una risorsa non altrimenti reperibile: i costi di una collaboratrice domestica a tempo pieno sono sopportabili da una stretta minoranza di famiglie italiane, mentre quelli di una donna immigrata rientrano assai più facilmente nel loro bilancio…”

(E.Franzina)


“…gli anziani oggi trovano risposta alle loro necessità di compagnia, assistenza, cura, nella presenza costante di persone estere, molte oggi le clandestine, che si occupino di loro a tempo pieno, condizione non garantita dal personale nazionale…”

(P.Brustolin – ACLI)


“…la scelta dell’immigrato è una scelta obbligata, anche se credo che ci sia ancora un po’ di resistenza da parte dell’azienda, per cui, forse, non si è ancora digerito il fatto che probabilmente una parte del futuro è fatta proprio da quello…”

(B.Pivetta – U.A.P.I./Confartigianato)


“L’immigrazione si sta rivelando congeniale ai nuovi aspetti produttivi ed organizzativi della nostra società. Lungi dall’essere un elemento di disturbo o di frizione, non soltanto si insinua negli interstizi sociali, ma diventa, mai formalmente dichiarata, parte integrante e fondamentale dei nuovi equilibri economici che si vanno costituendo…”

(E.Franzina)


“…penso che il fenomeno migratorio sia qualcosa di irreversibile, con un connotato positivo, perché ognuno di noi desidera mantenere alto uno standard di vita personale, però oggi come oggi, il nostro personale italiano si rifiuta di svolgere determinati servizi, di fare l’uomo della nettezza urbana o di lavorare in aziende di pulizia o di fare servizi di cui ce ne sarà sempre più bisogno. Io sto parlando anche di servizi qualificati che oramai gli italiani non vogliono fare più perché disagevoli, perché occupano turni, anche turni notturni e dei rischi latenti. La nostra società ad esempio non ne può fare a meno: le mie imprese senza 130 persone extracomunitarie non funzionerebbero così come funzionano. L’immigrazione è un fenomeno UTILE perché la nostra vita sia qualificata in un certo modo…”

(Loris Romanello – Gruppo Cividale)

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