La Banca Mondiale
Anni
fa il vicepresidente della Banca Mondiale Serageldin affermò che le
guerre del XXI secolo sarebbero scoppiate per l’acqua fu così che
l’istituto sostenne la politica della privatizzazione. I
fondamenti della condotta della BM sono delineati in un documento del
1992 l’ “Improuving Water Resources Management” che verte
sull’importanza di una politica che incoraggi il consumatore ad
adottare efficaci modalità di utilizzo delle risorse idriche basate sul
loro valore relativo: “…imporre delle tasse su forniture domestiche è
semplice in quanto è semplice controllare i volumi d’acqua utilizzati a
tali scopi; ad ogni modo l’immediata adozione di simili tariffe risulta
politicamente difficile. Ma considerando il basso livello di recupero
dei costi e l’estensione di tariffe sottocosto, non c’è modo per
garantire la distribuzionese non ricorrere all’introduzione di tariffe
“adeguate”: questa è l’unica soluzione plausibile.”
Di fatto con questa asserzione la BM ritiene impossibile rendere
disponibile l’acqua gratuitamente o a basso costo in quanto così
facendo non si darebbero i giusti incentivi ai consumatori. Il
documento di cui sopra continua infatti dicendo: “…se i servizi idrici
sono affidabili, i poveri sono ben disposti a pagarli, mentre se il
servizio non lo è essi sono costretti a pagare molto per avere poco.”
Ed ancora: “…ai poveri bisogna fornire una più ampia gamma di opzioni
per poter scegliere quale sia il livello di servizio idrico che sono
disposti a pagare: si possono strutturare tabelle tariffarie per le
quali i consumatori ricevano un limitato quantitativo d’acqua a basso
costo e paghino una tariffa più elevata per i consumi supplementari.”
Questa è una parte programmatica, ma ciò che a mio avviso merita
ulteriore attenzione è la seguente parte a conclusione di quanto detto
in precedenza ovvero: “…solo tariffe così determinate possono
corrispondere a costi di efficienza per consumi in aumento pur
avvantaggiando i poveri. Ad ogni modo una simile tabella dovrebbe
provvedere al recupero dei costi totali, una diversa condotta sarebbe
pericolosa per l’azienda idrica.” Come avrete avuto modo di vedere la
cosa che più preoccupa è la salvezza economica dell’azienda, un punto
di vista che francamente non reputo del tutto condivisibile tenendo
conto del ruolo prioritario che l’uomo dovrebbe sempre avere di
diritto.
L’approccio concreto della BM all’istituzione della tariffa piena per
l’acqua è palesemente indirizzato al controllo delle popolazioni e
delle loro risorse. Tralasciando i suoi finanziamenti a sostegno della
privatizzazione idrica, la BM è la massima fonte singola di
finanziamenti per la costruzione di grandi dighe nel mondo (ben oltre
500 in 92 diversi paesi).
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