Crisi o opportunità per affari?
La
consapevolezza di un’imminente crisi è aumentata in virtù dei Forum
Idrici Mondiali i cui documenti sono diventati la base sulla quale
viene attuato il controllo delle corporazioni sull’acqua. Nel marzo
2000 al foro de l’Aja la WWV è stata formalmente presentata ed alla
fine dei lavori è stata redatta la cd “Dichiarazione Ministeriale de
l’Aja” sottoscritta da 130 rappresentanti governativi. Si tratta di un
invito formale a tutte le organizzazioni pertinenti ad occuparsi della
gestione integrata delle risorse idriche al fine “di assicurare ad ogni
individuo l’ accesso ad una quantità sufficiente di acqua sicura ad un
prezzo accessibile.”
Il Forum fu presentato come parte di un
processo di partecipazione democratica alla gestione idrica, di fatto
tale progetto era il frutto della politica gestionale di una fascia
elitaria di multinazionali che poco aveva a che fare con i bisogni
effettivi della popolazione. Le principali corporazioni transnazionali
erano ben rappresentate: Nestlè e Unilever, Heineken, ITT e le società
idriche globali DVH, Azurix, CH2M Hill e Suez Lyonnaise des Eaux ed in
una loro dichiarazione congiunta asserivano che: “L’acqua è un bene
economico ed il suo valore dovrebbe essere riconosciuto nella
ripartizione delle scarseggianti risorse idriche per usi
concorrenziali. Mentre ciò non dovrebbe impedire alle persone di
soddisfare i propri bisogni fondamentali ad un costo accessibile, il
prezzo dell’acqua andrebbe fissato ad un livello tale da incoraggiarne
il risparmio ed un utilizzo assennato.
Ora: l’acqua è un affare complessivo da 400 miliardi di euro e la privatizzazione idrica sinora incide solo per il 10% dei profitti idrici mondiali: il CIM sostiene che solo le aziende private possano garantire gli enormi capitali necessari alla soluzione del problema idrico mondiale e questo a scapito delle sovvenzioni che verrebbero sostituite da tariffe che a loro volta offrono attraenti prospettive di profitto sugli investimenti.
| I progetti "Tu mi guardi" e "Negli occhi delle donne", realizzati negli anni 2005/2006 sono stati inseriti nella Capacity Building "Progetto n. 5: Per costruire una cultura della solidarietà", finanziati da MLAL-UE |