2002 - Diritto d'Acqua

Il Manifesto dell’Acqua

Il MANIFESTO DELL’ACQUA, frutto di un lavorio diplomatico, scientifico, umano, culturale, sociale ed economico del Comitato Promotore Internazionale per il Contratto Mondiale sull’acqua, risulta essere lo strumento, allo stato attuale, che maggiormente risponde alla problematica urgente ed allarmante che riguarda davvero TUTTA l’umanità: L’ACQUA.

Elaborato nel 1998 a LISBONA dai soggetti che hanno partecipato ai lavori, il Comitato formato da ONG affiancate da studiosi nei più svariati settori provenienti da tutto il mondo interessati e sensibili al problema, il documento si fonda su due PRINCIPI di base, fondamentali:

  1. L’instaurazione ed il rispetto di NUOVE REGOLE = CONTRATTO MONDIALE PER L’ACQUA, quale autentica rivoluzione nella concezione che si ha de l’acqua e nelle relazioni fra gli esseri umani;
  2. La costituzione e lo sviluppo di NUOVI MEZZI, intesi a “gestire” l’acqua a servizio di un futuro solidale e sostenibile a livello delle comunità locali, tra le comunità e le generazioni.

La funzione del Manifesto dell’Acqua è precisamente quella di mettere in moto un processo che, nel corso del prossimo ventennio, dovrà permettere, sulla base della cooperazione e della solidarietà, di sradicare le cause delle tre principali situazioni critiche che costituiscono il PROBLEMA mondiale dell’acqua:

  • IL MANCATO ACCESSO ALL’ACQUA POTABILE PER 1,4 miliardi DI PERSONE.
  • LA DISTRIBUZIONE ED IL DETERIORAMENTO DELL’ACQUA QUALE RISORSA FONDAMENTALE DELL’ECOSISTEMA TERRA E DELLA VITA UMANA.
  • L’ASSENZA DI REGOLE MONDIALI.

Il MANIFESTO tende a due finalità principali:

  1. L’accesso all’acqua in qualità e quantità per ogni essere e comunità umane; si considerano sufficienti 40 litri per persona al giorno, al fine di assicurarne una vita decente,di qualità conforme alle norme mondiali di sicurezza e di sanità.
  2. L’accesso deve essere riconosciuto come un DIRITTO POLITICO, ECONOMICO e SOCIALE FONDAMENTALE, INDIVIDUALE e COLLETTIVO INALIENABILE.

  3. La gestione solidale e sostenibile integrata dell’acqua, che implica un triplice dovere nell’uso, nella conservazione e nel miglioramento dell’acqua, a livello individuale e collettivo.

È un preciso dovere di coerenza con le libertà ed i diritti che ci siamo attribuiti, nel corso della storia, di avere cura ed agire in modo da non ridurre o mettere a rischio le libertà ed i diritti delle generazioni future, ma di trasmettere loro il bene comune in condizioni possibilmente migliori di quelle in cui c’è stato consegnato dalle generazioni precedenti. Un dovere, infine, di protezione/rispetto nei confronti dell’ecosistema Terra.

GLI OBIETTIVI prioritari del MANIFESTO DELL’ACQUA si possono sintetizzare nei seguenti punti:

  1. TRE MILIARDI DI RUBINETTI D’ACQUA DA ADESSO AL 2020
    L’obiettivo è di passare nel 2024 ad una dimensione di “assenza d’acqua zero”, non confortando così le tesi, non certo pessimistiche ma realistiche, di un aumento dagli attuali 1,4 miliardi ai 4,00 prospettati di persone private de l’accesso all’acqua, fornendo alle comunità “tre miliardi di rubinetti”, non concepiti sul modello occidentale unifamiliare e/o individuale, ma quali sistemi collettivi d ‘approvvigionamento, da vivere INSIEME.
  2. PACE PER L’ACQUA
    Necessità impellente di moltiplicare le iniziative rivolte a disarmare i conflitti per l’acqua. La mobilitazione dovrebbe essere generale, di tutta l’opinione pubblica, di tutti i soggetti che già operano in questo campo e, soprattutto, gli organi preposti a farlo: i parlamenti.
  3. RIDUZIONE DEGLI SPRECHI:
    - MODIFICARE L’IRRIGAZIONE;
    - MORATORIA PER LE “GRANDI DIGHE”

    Rifacimento, sistemazione e migliore gestione di condutture, reti di distribuzione, sistemi di irrigazione meno esigenti e rivolti ad una politica di razionalizzazione dell’uso, che ancora oggi presenta perdite del 40% del consumo totale! Fissaggio di moratorie e ridiscussione dell’utilità delle grandi dighe alla luce degli scempi a livello ambientale, socio-culturale dovuti all’impatto irrispettoso sul territorio della loro edificazione.
  4. ACCESSO ALL’ACQUA PER LE 600 CITTA’ CON PIU’ DI 1 MILIONE DI ABITANTI NEL 2020
    Saranno “città assetate” le più di 600 città, prive di mezzi finanziari, tecnologici ed economici, che nel 2020 conterranno il miliardo di persone, localizzate in Asia, America Latina, Africa, ex URSS, nelle quali sopravvivere sarà un problema urgente totale, in lotta contro le malattie, la povertà, il degrado umano sociale ed ambientale.
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