2002 - Diritto d'Acqua

Il Manifesto dell’Acqua (in sintesi)

Redatto a Lisbona nel Settembre 1998 da un Comitato Internazionale dell’Acqua presieduto da Mario Soares e creato per iniziativa di Riccardo Petrella, il Manifesto Mondiale dell’Acqua risulta essere il documento finale di una serie di incontri a livello mondiale tenutisi per studiare, risolvere e sensibilizzare sul tema: ACQUA.
Divenuta un bene oggetto di scambio, di guerre, di soprusi, questo “petrolio” del XXI secolo, “l’oro blu” per molte persone, 1,4 miliardi ad oggi e ben 4,00 nel 2025, scarseggia o manca del tutto.
Fonte di vita, diritto naturale individuale e collettivo, bene insostituibile è stato per generazioni “sprecato”, dilapidato, “maltrattato…. Oggi, però, ne paghiamo le conseguenze e dobbiamo correre ai ripari.
Il documento di Lisbona vuole essere una delle risposte possibili, affinché il problema venga affrontato e trovi soluzione nelle sedi opportune e dai soggetti coinvolti.
Il Manifesto prevedere la nascita di nuove regole e nuovi mezzi di gestione dell’acqua, per un futuro solidale e sostenibile a livello di comunità locali, tra le generazioni, sulla base della cooperazione, della democrazia e della solidarietà.

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