2002 - Diritto d'Acqua

I numeri dell’Acqua

Per meglio comprendere il reale significato del fenomeno che vi proponiamo, ci è sembrato opportuno dargli un’impronta quantitativa che ne faccia cogliere appieno la portata. I numeri molte volte possono rimanere fini a se stessi, ma riteniamo che, se opportunamente contestualizzati, possano assumere un significato che va al di là delle parole e che lascia ad ognuno la piena libertà di interpretazione e di giudizio.
Questo breve percorso ci porterà dapprima a considerare gli aspetti descrittivi del pianeta acqua, aspetti dai quali partire per giungere all’analisi della situazione attuale e di quella in prospettiva futura.

Quanta e quale acqua c’è sulla terra

La superficie del nostro pianeta è coperta per il 71% di acqua e questo per molti non è una novità. Diverso però è il discorso riguardante la sua qualità in quanto della totalità dell’acqua sul pianeta ben il 97% risulta essere salata e del rimanente 3% circa i due terzi sono costituiti da ghiacciai e nevi perenni: in definitiva l’acqua disponibile per l’uomo arriva a malapena all’ 1% della scorta totale!

Grafico sulla disponibilità dell'acqua

Andiamo ora a considerare più dettagliatamente la composizione di quel 3% di acque dolci per poterne considerare il grado di fruibilità.

Grafico sulla composizione delle acque dolci

Forse in una sola pagina i presupposti di partenza sono cambiati per molti, ma proseguiamo nella nostra analisi. Si è parlato finora della disponibilità idrica a livello planetario, il logico passo da compiere riguarda la distribuzione di questo elemento: a tal riguardo ci è sembrato interessante andare a compilare una lista dei dieci Paesi con le maggiori risorse e rapportarla con il resto del mondo.

Tabella sulla divisione delle precipitazioni continentali

Anche in questo caso forse si notano delle discrepanze con le aspettative di partenza. È vero che per deduzioni più oggettive ed affidabili dovremmo adeguare i dati di cui sopra ponderandoli con indici come la superficie e la popolazione degli stati presi in esame, ma già da questa prima distribuzione in cifre assolute emergono considerazioni importanti.
Se poi andiamo in prospettiva, stavolta con dati già standardizzati e quindi oggettivi nel loro significato intrinseco, il panorama inizia a prendere pieghe allarmanti. Al giorno d’oggi un abitante del Kuwait dispone di circa 110 metri cubi d’acqua l’anno, ma la stima per il 2020 ne riduce la disponibilità a soli 45. Ed il caso non sarà isolato. In Arabia si passerà dagli attuali 160 metri cubi ai 56 del 2020, in Israele da 396 a 258: gli esempi sono innumerevoli.
Per un confronto basti sapere che la nostra attuale disponibilità in Italia ammonta a ben 928 metri cubi annui pro capite nonostante le difficoltà dovute alla natura irregolare dei deflussi ed alle ben note carenze della rete idrica attualmente operante.


L’acqua ed il suo utilizzo

Un altro aspetto che ci preme segnalare è la gestione degli utilizzi dell’acqua. In tal caso tratteremo della realtà italiana, che, oltre a coinvolgerci direttamente, è pure un utile modello, riflettendo in modo abbastanza omogeneo la struttura che si può ritrovare negli stati con livelli di industrializzazione e progresso affini al nostro. Ebbene la ripartizione dei consumi è così definita:

Grafico sulla ripartizione dei consumi dell'acqua

Per quanto detto in precedenza, e tenendo conto che un metro cubo d’acqua corrisponde a 1000 litri, il nostro consumo giornaliero legato esclusivamente alle necessità personali ammonta a ben 400 litri. Quest’ultimo dato risulta oltremodo interessante se posto in relazione con le distribuzioni riguardanti l’accesso all’acqua potabile della popolazione mondiale in quanto oltre il 65% si trova al di sotto della linea teorica di piena autonomia. Infatti se circa 1,4 miliardi di persone vivono in una situazione critica, altri 2 miliardi sono in un livello che non può considerarsi sufficiente in quanto basta a malapena a garantire una condizione minima di sussistenza.
Un’ultima considerazione sulla proiezione futura del trend attuale. Se le cose non cambieranno il rapporto di cui sopra tenderà ad un peggioramento sempre più rapido e sempre più difficile da frenare. Al fatidico appuntamento del 2025 l’acqua costituirà infatti un miraggio per quasi 3 miliardi di persone sui 7 cui si stima ammonterà il totale della popolazione.

Proiezione futura sul rapporto tra crescita demografica e disponibilità dell'acqua

In soli vent’anni la percentuale degli assetati passerà dal 25% al 40%, un dato con il quale sarà bene imparare a convivere.

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