2002 - Diritto d'Acqua

I pericoli della privatizzazione

La seguente sintesi si basa sulle dichiarazioni di Maude Barlow autrice di diversi pezzi sul tema privatizzazione che viene analizzata da un punto di vista critico, ma a volte di parte.
“La privatizzazione dei servizi idrici municipali vanta precedenti ben poco rassicuranti peraltro ampiamente documentati. Le bollette per gli utenti sono lievitate sensibilmente, fino a tre volte ed i profitti delle corporazioni sono aumentati fino al 700%. Nonostante ciò gli standard qualitativi sono sempre più deficitari e nel contempo viene introdotto un uso eccessivo al fine di trarre ulteriori profitti, in tal modo è chiaro che gli utenti che non sono in grado di pagare rimangono tagliati fuori…Quando la privatizzazione arriverà anche nel Terzo Mondo quelli che non saranno in grado di pagare come se la caveranno?” Di seguito vengono riportati degli esempi che illustrano la portata della mercificazione sino al momento attuale.

Paesi in via di sviluppo
Il panorama di fondo è quello in cui si stanno realizzando dei programmi che trasferiscano la gestione dei sistemi idrici dai governi a società private o ad aziende finanziarie.

Argentina
L’azienda idrica statale è stata ceduta ad una società privata di proprietà della Suez Lyonnaise des Eaux: il nuovo acquirente ha esteso la rete idrica a 600.000 nuovi residenti, ha promesso di abbassare i prezzi del 27% e di investire ben 4 miliardi di dollari USA (circa 8000 miliardi di vecchie lire) per il miglioramento dei servizi nell’arco di 30 anni. Nel 1994 la Corporazione Finanziaria Internazionale, sussidiaria della BM, ha concesso un prestito di 172,5 milioni di dollari USA.
Parte della popolazione di Buenos Aires ha tratto vantaggi dalla privatizzazione, ma le lamentele giungono dalle zone fuori dalla capitale dove l’acqua è più cara ed il servizio non è migliorato, come confermato dalle numerose critiche che la stessa autorità statale di controllo ha mosso formalmente.

Bolivia
La fonte è ancora Maude Barlow “Nel 1998 la BM si rifiutò di avallare un prestito da 25 miloni di dollari USA per ri-sovvenzionare i servizi idrici di Cochabamba, la terza città della Bolivia per estensione, a meno che il governo non avesse venduto la rete idrica pubblica al settore privato e non ne avesse scaricato i costi sugli utenti.

Paesi industrializzati
Si proprio così, anche per questi paesi il futuro non si presenta roseo anche se i livelli di reddito rispetto ai paesi più poveri danno minor risalto ad una problematica che comunque sussiste.

Canada
L’acqua sta diventando una merce da commercializzare. Qui stanno crescendo le pressioni per la privatizzazione del controllo idrico attualmente in gestione alle municipalità e per considerare le risorse idriche come una merce da esportare. Società francesi e britanniche sono in competizione con controparti statunitensi per assumere il controllo della rete di servizi idrici canadese. Molte municipalità sono entrate in “associazione” con organizzazioni private con accordi pluriennali di gestione loro affidata, oppure appaltando la costruzione di sistemi di filtraggio o distribuzione che viene ripagata con un determinato periodo di gestione degli stessi.

Francia
Qui delle società private sono state perseguite legalmente per forniture d’acqua non rispettose dei parametri di igiene e profilassi necessari: ben oltre 5 milioni di cittadini hanno infatti ricevuto acqua “batteriologicamente inaccettabile”. Anche la corruzione dilaga con condanne definitive nei confronti di funzionari comunali e procedimenti giudiziari avviati a carico di dirigenti di società idriche.
Le città francesi che utilizzano servizi idrici privati che presentano bollette superiori del 30% rispetto a quelle servite dalla rete pubblica. Inoltre, cosa che accade anche in Germania, se il consumo o i prezzi non sono sufficienti ad assicurare dei profitti, le municipalità garantiscono i pagamenti alle società.

USA
Negli ultimi anni la privatizzazione delle aziende idriche negli USA si è notevolmente estesa con dei risultati lusinghieri per gli investitori che hanno visto gli utili lievitare del 20%. Nello stato del Kansas dal febbraio 2001 si è attuata una politica operativa tendente al cd “esaurimento zero” delle falde acquifere e che entro il 2020 dovrebbe essere un fenomeno generalizzato in tutto lo stato. Tale politica prescriverebbe il prelievo d’acqua dalle falde in un determinato periodo secondo modalità che consentano la ricostituzione di una quantità analoga nelle riserve. In base ad un accordo stipulato di recente e che impegna lo stato a migliorare le proprie attività volte alla conservazione dell’ acqua, la California riceverà acqua in surplus dagli stati membri del bacino idrico del fiume Colorado.
Qualora i parametri dell’accordo vedessero l’inadempienza dello stato californiano, questi dovrebbe affrontare delle conseguenze economiche onerosissime. La situazione è comunque estremamente vincolante per la California le cui autorità regionali, per aumentare le disponibilità idriche, sono costretti a considerare delle strade alternative come la desalinizzazione marina o il trasferimento fisico dell’acqua da altre zone.

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