I pericoli della privatizzazione
La
seguente sintesi si basa sulle dichiarazioni di Maude Barlow autrice di
diversi pezzi sul tema privatizzazione che viene analizzata da un punto
di vista critico, ma a volte di parte. “La privatizzazione dei
servizi idrici municipali vanta precedenti ben poco rassicuranti
peraltro ampiamente documentati. Le bollette per gli utenti sono
lievitate sensibilmente, fino a tre volte ed i profitti delle
corporazioni sono aumentati fino al 700%. Nonostante ciò gli standard
qualitativi sono sempre più deficitari e nel contempo viene introdotto
un uso eccessivo al fine di trarre ulteriori profitti, in tal modo è
chiaro che gli utenti che non sono in grado di pagare rimangono
tagliati fuori…Quando la privatizzazione arriverà anche nel Terzo Mondo
quelli che non saranno in grado di pagare come se la caveranno?” Di
seguito vengono riportati degli esempi che illustrano la portata della
mercificazione sino al momento attuale.
Paesi in via di sviluppo
Il panorama di fondo è quello in cui si stanno realizzando dei
programmi che trasferiscano la gestione dei sistemi idrici dai governi
a società private o ad aziende finanziarie.
Argentina
L’azienda idrica statale è stata ceduta ad una società privata di
proprietà della Suez Lyonnaise des Eaux: il nuovo acquirente ha esteso
la rete idrica a 600.000 nuovi residenti, ha promesso di abbassare i
prezzi del 27% e di investire ben 4 miliardi di dollari USA (circa 8000
miliardi di vecchie lire) per il miglioramento dei servizi nell’arco di
30 anni. Nel 1994 la Corporazione Finanziaria Internazionale,
sussidiaria della BM, ha concesso un prestito di 172,5 milioni di
dollari USA.
Parte della popolazione di Buenos Aires ha tratto vantaggi dalla
privatizzazione, ma le lamentele giungono dalle zone fuori dalla
capitale dove l’acqua è più cara ed il servizio non è migliorato, come
confermato dalle numerose critiche che la stessa autorità statale di
controllo ha mosso formalmente.
Bolivia
La fonte è ancora Maude Barlow “Nel 1998 la BM si rifiutò di avallare
un prestito da 25 miloni di dollari USA per ri-sovvenzionare i servizi
idrici di Cochabamba, la terza città della Bolivia per estensione, a
meno che il governo non avesse venduto la rete idrica pubblica al
settore privato e non ne avesse scaricato i costi sugli utenti.
Paesi industrializzati
Si proprio così, anche per questi paesi il futuro non si presenta roseo
anche se i livelli di reddito rispetto ai paesi più poveri danno minor
risalto ad una problematica che comunque sussiste.
Canada
L’acqua sta diventando una merce da commercializzare. Qui stanno
crescendo le pressioni per la privatizzazione del controllo idrico
attualmente in gestione alle municipalità e per considerare le risorse
idriche come una merce da esportare. Società francesi e britanniche
sono in competizione con controparti statunitensi per assumere il
controllo della rete di servizi idrici canadese. Molte municipalità
sono entrate in “associazione” con organizzazioni private con accordi
pluriennali di gestione loro affidata, oppure appaltando la costruzione
di sistemi di filtraggio o distribuzione che viene ripagata con un
determinato periodo di gestione degli stessi.
Francia
Qui delle società private sono state perseguite legalmente per
forniture d’acqua non rispettose dei parametri di igiene e profilassi
necessari: ben oltre 5 milioni di cittadini hanno infatti ricevuto
acqua “batteriologicamente inaccettabile”. Anche la corruzione dilaga
con condanne definitive nei confronti di funzionari comunali e
procedimenti giudiziari avviati a carico di dirigenti di società
idriche.
Le città francesi che utilizzano servizi idrici privati che presentano
bollette superiori del 30% rispetto a quelle servite dalla rete
pubblica. Inoltre, cosa che accade anche in Germania, se il consumo o i
prezzi non sono sufficienti ad assicurare dei profitti, le municipalità
garantiscono i pagamenti alle società.
USA
Negli ultimi anni la privatizzazione delle aziende idriche negli USA si
è notevolmente estesa con dei risultati lusinghieri per gli investitori
che hanno visto gli utili lievitare del 20%. Nello stato del Kansas dal
febbraio 2001 si è attuata una politica operativa tendente al cd
“esaurimento zero” delle falde acquifere e che entro il 2020 dovrebbe
essere un fenomeno generalizzato in tutto lo stato. Tale politica
prescriverebbe il prelievo d’acqua dalle falde in un determinato
periodo secondo modalità che consentano la ricostituzione di una
quantità analoga nelle riserve. In base ad un accordo stipulato di
recente e che impegna lo stato a migliorare le proprie attività volte
alla conservazione dell’ acqua, la California riceverà acqua in surplus
dagli stati membri del bacino idrico del fiume Colorado.
Qualora i parametri dell’accordo vedessero l’inadempienza dello stato
californiano, questi dovrebbe affrontare delle conseguenze economiche
onerosissime. La situazione è comunque estremamente vincolante per la
California le cui autorità regionali, per aumentare le disponibilità
idriche, sono costretti a considerare delle strade alternative come la
desalinizzazione marina o il trasferimento fisico dell’acqua da altre
zone.
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