Come vedere in prospettiva?
Ricapitolando:
se continueremo con il nostro solito approccio all’acqua, il limite di
guardia verrà varcato nel 2025 con problemi cronici o sconvolgimenti
ambientali che, da un livello locale, avrebbero modo di far sentire le
loro conseguenze su di una scala ben più ampia. Ma secondo la WWV tali
scompensi potranno essere scongiurati procedendo all’istituzione di una
tariffa intera su tutti i servizi idrici. Il ragionamento fila e
dal punto di vista economico non fa una piega, ma forse non è di così
immediata applicazione: come fare per coloro il cui reddito non è
sufficiente? Se le misure a loro sostegno venissero sostituite da una
tariffa come faranno a soddisfare le loro esigenze idriche
fondamentali?
Nel rapporto del CIM le famiglie a basso reddito dovrebbero contribuire
in natura al costo dei loro servizi tramite il loro lavoro per
l’installazione e la gestione, ma ulteriori dettagli sulle modalità di
contribuzione non vengono forniti. Eppure i poveri sono miliardi e
l’aspetto economico che ne consegue dovrebbe di certo aver un peso
maggiore nel bilancio preventivo di un consorzio di aziende…
A mio modo di vedere una prospettiva del genere proporrebbe il
ripristino di un immobilismo allo sviluppo per coloro che non sono in
grado di provvedere economicamente al loro fabbisogni idrico: la
forbice nel nostro mondo a due velocità sarebbe evidentemente destinata
ad aprirsi sempre di più.
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