2004 - Bambini per finta

La Convenzione

Dalle stime più recenti e comunque aprossimative, sono 300.000 i bambini, di età inferiore ai 18 anni, impiegati nelle guerre,che si valuta vadano aumentando di anno in anno. La zona interessata al fenomeno và dal continente africano, il più colpito con 120.000 soldati, all’asiatico, senza escludere Americhe ed Europa. Svariate sono le convenzioni firmate da più paesi nelle quali si sancisce il limite di età per la recluta, ma immancabimente il limite dei 15 anni viene superato e di conseguenza l’età si abbassa ai 10. La percentuale di reclutamento maschile é superiore a quella femminile, che se pur impiegata in misura minore paga gli effetti più pesanti (abusi sessuali, stupri etc). L’impiego dei bambini avviene sia nell’esercito di stato che nelle forze di opposizione apparentemente in forma legale, i volontari in realtà sono vittime della fame e della necessità di sopravvivere o mossi dal desiderio di vendicare violenzesubite dai propri familiari. Nella stragrande maggioranza dei casi nelle forze armate guerrigliere invece, i soldatibambini sono vittime dell’allontanamento dalle famiglie per rapimento, tratta degli schiavi, o appartenenti a bande di bambini di strada, sfollati o riugiati non accompagnati, orfani. La guerra ha effetti devastanti su questi esseri che vengono educati alla violenza, spesso assoggettati alle droghe, all’alcool, agli abusi fisici in genere, distrutti nella loro dignità, privati dei diritti più elementari. L’impatto di un conflitto armato, oggigiorno per lo più guerre nazionaliste, etniche o religose, é sul piano sociale mastodontico; la società colpita da guerra vede ridursi notevolmente le proprie prospettive future; in termini numerici il “bacino” dal quale attingere nuova linfa per l’esercito si assottiglia, il ricorso alle generazioni più giovani é diretta conseguenza, diventà necessità impellente, mettendo a repentaglio la possibilità di sviluppo dell’intera nazione, mutilata in termini generazionali. L’impiego dei bambini-soldato é largamente diffuso sia per la “duttilità” dei soggetti, facili da impiegare nelle missioni di spionaggio, capaci di imbracciare le nuove armi (che sono progettate e costruite allo loro portata), di posizionare le mine; sia perché facilmente condizionabili, capaci di insensibilità alla pietà nei confronti del nemico, più audaci ed agressivi degli aduti nell’affrontare il pericolo con sprezzo ed incoscienza.

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