2004 - Bambini per finta

Bambini e guerra

Anche la guerra non è altro che un’altra faccia delle sofferenze dell’infanzia colpendo spesso quelle parti del mondo che abbiamo ahinoi imparato a conoscere. Ma se la guerra di per sé non è una novità, certamente lo è il coinvolgimento sempre più massiccio dei civili: nelle guerre attualmente in corso si stima che ben il 90% delle vittime non appartenga né a schieramenti militari, né paramilitari.
Il maggior coinvolgimento dei civili nelle guerre è dovuto in parte alle diverse strategie militari (un esempio su tutti i famosi bombardamenti chirurgici su obiettivi militari situati in aree urbane), ma soprattutto al fatto che i conflitti contemporanei, piuttosto che essere scontri tra Stati, sono quasi sempre scontri interni. Di fatto non c’è più un fronte a dividere eserciti rivali, ma eserciti e ribelli o ancora gruppi contrapposti di civili armati.
E c’è di più. Infatti la connotazione di scontro etnico, propria a molti conflitti, contribuisce a far lievitare tragicamente la violenza che soldati, ribelli e sbandati riservano a donne e bambini, in quanto il progetto di annientamento di un etnia rivale passa soprattutto attraverso l’eliminazione delle sue nuove generazioni.
Solo negli ultimi dieci anni i bambini uccisi ammontano a 2 milioni, quelli mutilati ad oltre 4, ma anche in questo caso non ci si può fermare all’aspetto più immediato, in quanto va considerata l’onda lunga di distruzione che un conflitto si lascia alle spalle. Ammontano infatti a più di un milione i bambini rimasti orfani o separati dai genitori, mentre sono ben 12 milioni i senza tetto.
Un altro aspetto, forse quello più preoccupante, nel rapporto fra guerra ed infanzia è quello che vede i bambini protagonisti in prima linea degli eventi bellici: è il cosiddetto fenomeno dei bambini soldato. Sono più di 300000 i minori ad essere impiegati nei conflitti armati nel mondo e sebbene la maggior parte di loro sia in fascia adolescenziale, sono sempre più numerose le reclute in tenerissima età. Alcuni sono soldati a tutti gli effetti, mentre i più piccoli vengono introdotti alla vita militare come portatori di munizioni, rifornimenti… Anche le ragazze, sebbene in misura minore, vengono reclutate BAMBINI venendosi a trovare in un ambiente che le vede vittime sistematiche di ogni genere di sopruso. Considerando i traumi psicologici cui sono stati sottoposti, la mancanza di una figura guida, spesso strappati ai luoghi d’origine ed alla loro socialità, non è difficile immaginare su quali basi possa contare il loro cammino verso il futuro.

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