2004 - Bambini per finta

La Normativa Internazionale

Grandi passi avanti sono stati fatti negli ultimi anni verso la proibizione a livello globale dell’uso di bambini soldato.
L’Art. N.1 della CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA, adottata nel 1989 ed oggi quasi universalmente ratificata, dichiara che :”si intende per fanciullo ogni essere umano avente età inferiore a 18 anni, salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù delle legislazione applicabile”.
In passato la legislazione internazionale permetteva la coscrizione e l’invio al fronte di ragazzi di 15 anni. Il Segretario Generale dell’ONU, l’UNICEF, l’ALTO COMMISSARIO del’ONU per i DIRITTI UMANI, il Rappresentante Speciale del Segretario Generale per l’ONU per l’infanzia ed i conflitti umani, numerosi Governi, Organismi Regionali ed O.N.G. chiedevano dal 1993 la proibizione di ogni forma di coscrizione militare e partecipazione di minori di 18 anni ai conflitti. E il 25 Maggio 2000 l’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato il Protocollo Opzionale per la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia in merito al coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati. Il nuovo Protocollo ha corretto questa anomalia, innalzando da 15 a 18 l’età minima per la partecipazione diretta alle ostilità, per la coscrizione obbligatoria e per ogni tipo di reclutamento da parte di tutti i gruppi armati di opposizione. E ha invitato i Governi ad innalzare l’età minima ed a rispettare rigide misure di salvaguardia per che si arruola volontario senza aver compiuto 18 anni. Verso la fine di Maggio del 2001 79 paesi avevano firmato, 5 avevano ratificato e molti altri si accingono a farlo, l’Italia é fra questi! Dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia alle Convenzioni di Ginevra, non mancano strumenti internazionali di tipo umanitario e per la difesa di diritti umani che proteggono i bambini dalle conseguenze della guerra. Ma norme e regolamenti vengono violati impunemente dalle fazioni in lotta, ed é arrivato il momento, come si legge nel rapporto del Rappresentante del Segretario Generale dell’ONU per i bambini ed i conflitti armati, “che la comunità internazionale imprima una svolta ai propri sforzi, passando dal compito giuridico di fissare regole al progetto politico di garantire che queste regole vengano applicate e rispettate sul campo. Dobbiamo inaugurare “un’era di applicazione”, l’applicazione di regolamenti nazionali ed internazionali per la tutela dei bambini quando sono in corso conflitti armati.

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