2004 - Bambini per finta

Reclutamento e addestramento

Reclutamento interno e per esportazione
La tratta dei bambini da destinare quali soldati agli eserciti avviene non solo nell’aree di conflitto, ma anche in altri paesi, spesso in comunità di rifugiati o in gruppi etnici di sfollati; oppure sono vittime di commercio illegale, rapiti e resi schiavi a tutti gli effetti, costretti con la forza a copiere questo passo.
Di notte ribelli in Uganda, tanto per citarne uno, vanno a caccia di bambini, oltre 40.000 sono i pendolari del buio che ogni sera abbandonano i campi mal presidiati per rifugiarsi nelle città, dove cortili di scuole ed ospedali, vengono occupati quali rifugi temporanei.
Si muore molto e molto si scappa, ma raramente riescono a sfuggire. Venduti per pochi dollari diventano merce di scambio, ingrossano le file degli eserciti malconci, non solo interni, ma anche internazionali. Spesso con la complicità delle famiglie, convinte che affidare il proprio bimbo a questi benefattori, donerà loro un futuro migliore, ignari della tragedia che li attente; in molti casi per riavere il proprio figlio dovranno pagarne una sorta di riscatto.


Addestramento
I bambini vengono formati, in linea di massima, allo stesso modo in tutti i paesi, la loro duttilità caratteriale e fisica permette agli eserciti di ottenere in tempi brevi risultati strabilianti. Un bambino, dai 5 ai 10 anni, viene addestrato ad uccidere senza troppa fatica, essendo considerato prodotto economico, introdotto nell’ambiente dapprima come staffetta o informatore, come spia, come portatore di munizioni, come spazzatore di strade per minare e sminare; servire da pattuglia d’assalto. Se riesce a raggiungere un’età superiore ai 10 anni, giunta l’ora di utilizzare le armi, oggi sempre più a sua portata. In ogni caso le pene corporali sono severe e mutilanti, a partire da veri e propri riti di iniziazione rasentando forme di cannibalismo, ad es. come denunciato da Amnesty I. in Birmania i bambini soldato sono deliberatamente brutalizzati fisicamente.
L’addestramento di base prevede un trattamento pari all’adulto, senza considerarne l’età. In diversi casi i bambini ed adolescenti sono stati esposti o coinvolti intenzionalmente a situazioni di estrema violenza, allo scopo di renderli insensibili alla sofferenza. In Afghanistan, in Mozambico, in Colombia, in Nicaragua sono sati costretti a compiere atrocità contro gli stessi membri delle loro famiglie o comunità. Alcuni gruppi di ribelli in Cambogia e in Mozambico hanno sottoposto i giovani soldati ad un periodo di terrore ed abuso fisico, per avviarli alla violenza, in Serra Leone nel 1995 il Fronte Unito Rivoluzionario, per addestrarli alla guerra, li ha fatti assistere e prendere parte a torture ed esecuzioni di loro parenti, perché poi ripetessero gli stessi atti di violenza in altri villaggi. Tutto ciò é funzionale all’annullamento della dignità e personalità del fanciullo, trasformandolo in una vera e propria macchina da guerra; strumento in mano ai suo padrone, che ha diritto di vita e di morte; ridotto ad alcoolizzato e/o drogato per vincere la paura, aumentare il coraggio e la resistenza fisica. Si fà leva sulla fragilità della personalità, ancora in fase di formazione a quell’età, per indurre il bambino a dare sfogo alla propria agressività; ad uccidere senza riflettere, senza pietà né motivo; si alimenta la paura con la paura, il timore della violenza con la violenza; si induce alla vendetta. Ogni tentativo di sfuggire a questa drammatica realtà con la fuga, la sottrazione alla tratta o la diserzione una volta arruolato, si conclude per il bambino con la prigione, la tortura ed in troppi casi con la morte.


Esercito al femminile
Il reclutamento delle bambine avviene nelle stesse modalità e nei termini dei bambini, l’utilizzazione é stata registrata nella gran parte dei paesi dove sono impiegati minori al di sotto dei 15 anni, senza risparmio alcuno di abusi, violazione dei diritti e violenze; ad esempio nello Sri Lanka adolescenti tamil, chiamate “Uccelli della libertà”, spesso orfane, sono sistematicamente impiegate dal gruppi armati “Tigri per l’opposizione” ed addestrate a compiere azioni dinamitarde suicide, in quanto facilmente sfuggenti ai controlli delle forze di sicurezza del governo. Da principio le bimbe sono destinate ad essere portaordini, vedette e portavivande, in seguito il loro compito sarà quello di diventare mogli temporanee di truppe ed ufficiali. Il rischio maggiore nel quale incorrono é quello dell’abuso e della schiavitù sessuali, dello stupro, che a tutt’oggi non é ancora considerato un crimine di guerra, ma solo una conseguenza tragica ed inevitabile del conflitto. Durante la guerra di Bosnia ed Erzegovina, lo stupro era pratica abituale per terrorizzare la popolazione, costringerla a fuggire, pratica di pulizia etnica, provoncando gravidanze, costringendo così le donne a portare in grembo il figlio del nemico, in svariate situazioni le stesse hanno scelto il suicidio in quanto insopportabile fu l’ostracismo della famiglia di origine. I numeri sono scioccanti, si pensi che in Etiopia le stime parlano del 25/3O% dell’esercito di opposizione formato al femminile. Anche nelle forze armate cosìddette sofisticate dei paesi industrializzati e nelle forze di pace le giovani reclute sono soggette ad aggressioni, molestie ed abusi. In GB casi di nonnismo ed umiliazioni contro soldatesse minorenni, hanno prodotto finte esecuzioni, simulazioni forzate di atti sessuali, “bagni del reggimento” in vomito ed urina ed ingestione forzata di fango.

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