2004 - Bambini per finta

Volti e voci

Abbiamo fin qui tracciato un quadro generale sul problema dello sfruttamento del lavoro minorile, cercando di definirne le cause, le motivazioni, le conseguenze… E’ però giusto ricordare e sottolineare che dietro a questo problema ci sono innanzitutto dei volti, dei sorrisi, degli occhi…dei piccoli esseri umani. Dimenticare questo aspetto sarebbe come disinteressarsi del problema nella sua interezza.
Riportiamo allora alcune frasi brevi o lunghe, toccanti o semplici…dando una voce ed un volto ad uno dei tanti problemi che affligge il nostro mondo e che non può lasciarci indifferenti.

Shiv (India), 16 anni: "…Non avevo sogni a quei tempi, non pensavo che avrei lasciato quel lavoro, che avrei studiato e viaggiato e che sarei potuto venire fino qui…”

Ana Luisa (Honduras), 15 anni: "…La reintegrazione nella famiglia, che è il nucleo centrale e va sostenuto, è importantissima perché offre protezione e stimolai bambini…”

NATs (Ninõs y Adolescentes trabajadores – Perù): “ …di fronte alla cultura della morte che ci nega i nostri diritti e la nostra piena integrazione nella società, ci consideriamo PRODUTTORI DI VITA. Non riconoscerlo è apportare una maggior emarginazione a quella che già ci viene imposta ed il parlarci di cittadinanza, non è altro che una menzogna. Sì al lavoro DEGNO, no allo sfruttamento! Sì al lavoro PROTETTO, no al maltrattamento ed all’abuso! Sì al lavoro RICONOSCIUTO, no all’esclusione ed all’emarginazione! Sì al lavoro in CONDIZIONI UMANE, no alle condizioni indegne! Sì al DIRITTO A LAVORARE in libertà, no al lavoro forzato!”

Un bambino appartenente all’Associazione MANTHOC (Perù): “…Noi ci sentiamo orgogliosi perché lavorare è buono e difendiamo i nostri diritti. Ci sono bande minorili che si scontrano e le autorità non ci fanno caso. Noi lavoriamo per poter studiare, mangiare, per aiutare i nostri genitori; il lavoro non deve far vergognare. Io vorrei essere infermiere per curare, avvocato per aiutare e difendere i bambini, poliziotto per acchiappare i ladroni…”

Molti sono gli argomenti solo sfiorati; questo lavoro non vuol essere altro se non l’aprire una piccola porta che si affaccia su di un problema enorme, in evoluzione, globale. Sviscerare questa situazione non è l’obiettivo che il nostro gruppo si è posto…lasciamo al vostro personale interesse l’eventuale volontà di approfondire gli argomenti proposti.

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