E’ impresa difficile trovare parole per riassumere in una prefazione un “gruppo”, specialmente se ha dieci anni di vita e tante, tante storie da raccontare. Storie di piacevoli incontri con persone di Paesi lontani, storie di viaggi alla scoperta dell’altro, storie di sincera amicizia con chi impiega la sua vita al servizio dei più poveri della Terra.
E’ proprio da un viaggio in Mozambico nel lontano 1994, effettuato
da alcuni componenti di questo gruppo, che nasce la necessità, percepita
quasi come dovere, di impegnarsi concretamente per quei tre quarti del
mondo di cui tutti si dimenticano.
Vedere con i propri occhi e toccare
con mano il mondo africano, apre l’orizzonte ad un universo sconosciuto,
inimmaginabile, ma vivo e vero. Da qui la voglia di non tacere, di coinvolgere
quante più persone
possibile nel sentirsi responsabili di fronte alla negazione dei diritti
più elementari e alle ingiustizie.
L’iniziale entusiasmo di
pochi ha in seguito generato il coinvolgimento di altre persone sensibili
a varie tematiche di carattere sociale che tuttora
operano all’interno del gruppo oppure lo sostengono in altre forme.
Abbiamo continuato a viaggiare immergendoci e lasciandoci coinvolgere
in ogni progetto che di volta in volta abbiamo toccato, ponendo sempre
l’uomo
al centro della nostra attenzione.
Ecco quindi che a dieci anni di distanza capiamo nel profondo il significato
di un nome che a suo tempo ci sembrava “troppo grande”: AMICI
DEL MONDO.
Papua Nuova Guinea, Congo, Mozambico, Ecuador, Romania, Costa d’Avorio,
Burkina Faso, Brasile e Sudafrica ora non sono solo Paesi lontani, ma volti
e voci di persone il cui percorso si è ormai saldamente intrecciato
al nostro.
E’ con un certo orgoglio che, voltandoci indietro, non possiamo nascondere una grande soddisfazione nel ripercorrere le tappe della vita di un gruppo in vero piccolo, ma che ha saputo raggiungere negli anni traguardi che all’inizio sembravano inimmaginabili. Sicuramente non abbiamo camminato da soli ed in tal senso un ringraziamento va a tutte le persone che, in veste privata o come esponenti di altre associazioni, ci sono state vicine nelle varie fasi del nostro operato.
Va subito
detto che le finalità del gruppo sono tali da richiedere
un’attività che si è sviluppata su diversi piani.
Partendo dalla realtà dei nostri paesi, dove tangibile è stato
il lavoro di sensibilizzazione e divulgazione sui temi affrontati, ci
si è poi spinti ben oltre i confini nazionali, dove i risultati
ottenuti a livello locale hanno trovato forma concreta nella realizzazione
di vari progetti.
Il nostro lavoro si è quindi ben presto indirizzato su target
diversi, ma strettamente legati ed i mezzi per raggiungerli sono stati
scelti di conseguenza. Ecco dunque che, in un contesto di diversi percorsi
di conoscenza da proporre, siamo sempre partiti da un’autoformazione.
Libri, giornali, internet, ma soprattutto, dove possibile, testimonianze
dirette di chi vive dall’interno il mondo che si vuole raccontare.
Il passo successivo è interagire con chi ci circonda e qui arriva
la parte più stimolante del lavoro di gruppo, valutando a chi
indirizzare il nostro messaggio e quali i mezzi più idonei a
tal fine.
E’ in questo quadro che abbiamo messo in piedi
diverse iniziative:
1. Cicli di conferenze
Si è partiti
da quella ad illustrare il nostro viaggio in Romania del 1998, si è proseguiti
poi con altre due nel 2001 stavolta a cercare di dare un quadro reale
del mondo carcerario fino ad arrivare ad una serata estremamente toccante,
e siamo alla primavera 2005,
in cui i volti dei bambini in scenari di guerra sono stati loro malgrado
protagonisti.
2. Programmazione con le scuole
Quello scolastico è un mondo con cui fin dall’inizio abbiamo
avuto modo di interagire, un ambito nel quale abbiamo potuto entrare
prima con esperienze dirette, portando in aula i protagonisti dei nostri
racconti e successivamente rendendo i bambini stessi primattori coinvolgendoli
ormai dal 2002 in un attività di atelierismo coordinata con esperti
del settore.
3. Incontro con i più piccoli
Abbiamo infatti preso parte attiva all’organizzazione di campi
estivi per bambini in età scolare strutturati sui temi della
conoscenza e dell’incontro con altre culture.
4. Mostre fotografiche ed interattive
E’ un po’ il nostro marchio di fabbrica. Non ci siamo limitati
alle immagini ma, con l’aiuto di esperti di comunicazione che
abbiamo la fortuna di avere nella nostra cerchia di amici, abbiamo cercato
di coinvolgere i visitatori in prima persona negli argomenti che di
anno in anno siamo andati a proporre.
5. Serate a tema
E’ una via che abbiamo intrapreso da poco con uno spettacolo di
musica canti e danze popolari brasiliani, ma che probabilmente cercheremo
di intraprendere
con maggior continuità in futuro. La potenzialità che occasioni
del genere hanno nell’avvicinare costumi e culture diverse è grandissima:
un esperienza da ripetere!
E fin qui siamo ancora entro i confini del nostro
Friuli, ma come già accennato,
l’onda lunga di questo lavoro ha portato i suoi frutti più visibili
altrove. Si tratta in questo caso di progetti veri e propri ottenuti grazie
alla generosità della nostra gente cui è bastato proporre iniziative
a favore di chi è meno fortunato per ottenere in cambio un appoggio
straordinario sia in termini di cooperazione che meramente economici. Ecco
che in tal modo in Mozambico siamo stati in grado di finanziare un centri di
alfabetizzazione, una scuola per falegnami oltre a numerosi interventi di minor
clamore, ma di importanza vitale come la realizzazione di condotte idriche
in alcuni villaggi.
Lo stesso è accaduto per l’acquisto di due furgoni cui abbiamo
contribuito: uno per un orfanotrofio in Romania, l’altro in Equador
a sostegno di un programma di vaccinazioni e profilassi. Ed ancora la realizzazione
di pozzi per l'acqua potabile, cisterne per la raccolta di quella piovana
e
di un bacino idrico nel nord est del Brasile o il sostegno economico il gruppo
per le iniziative giovanili di Simleul Silvaniei in Romania.
Sono state esperienze di grande gratificazione che ci hanno spinto ad un ulteriore passo in avanti. Ora infatti, grazie al patrocinio dell’UE, il gruppo è impegnato in un progetto biennale volto alla collaborazione ed allo sviluppo, una prospettiva nuova, che mai avremmo immaginato, ma che rappresenta per noi uno stimolo in più per il futuro.
| I progetti "Tu mi guardi" e "Negli occhi delle donne", realizzati negli anni 2005/2006 sono stati inseriti nella Capacity Building "Progetto n. 5: Per costruire una cultura della solidarietà", finanziati da MLAL-UE |